Chi ha rubato il futuro?

Greta è palesemente strumento di propaganda di un sistema più grande di lei che, sfruttando situazioni ed emozioni, punta a dare soluzioni solo in parte realmente utili al Pianeta… gli sponsor di Greta sono come il “Mulino bianco”: ci vendono merendine di merda suonando sulla propaganda salutista e naturale! Forse Greta non è cosciente di essere uno strumento, ma se lobby e politici non fossero i suoi veri sostenitori, mai sarebbe arrivata dov’è arrivata!

Greta non vende merendine ma una narrazione generica sull’inquinamento che nasconde le vere cause del problema e i veri “untori”

L’Europa e l’Italia della mia giovinezza non esistono più, non esistono più i ruscelli, dove andavo a pescare trote e gamberetti di fiume; per anni si è inquinato, ma si sta facendo molto per disinquinare i fiumi e i pesci stanno ripopolando i laghi; le aree boschive stanno crescendo e molte spiagge possono vantarsi della bandiera blu; sono state bandite molte sostanze nocive e si è avviata la pratica del riciclo. Si deve fare molto di più, ma non necessariamente l’anti inquinamento deve passare, ad esempio, dall’auto elettrica: come si è ampiamente dimostrato, un’auto euro 6 non inquina di più di una elettrica, ammesso che le batterie di quest’ultima non lascino problemi peggiori delle scorie nucleari. Con un mercato dell’auto saturo, almeno in Europa, si è trovato redditizio sostituire tutti i veicoli anziché rottamare solo le auto più vecchie. Molti ignorano che l’inquinamento provocato da un’auto in frenata, a causa dell’attrito tra gomme e
asfalto, è superiore a quello causato dai nuovi motori e che un’auto elettrica deve assorbire energia che va prodotta in qualche modo…insomma, l’auto elettrica è propinata come la “salutare” merendina: entrambe a “tutela” della Natura e della nostra salute. 

Bisogna tenere in considerazione che l’energia rinnovabile ha bisogno di supporti tecnologici ben poco rinnovabili e assai costosi e che non è solo l’industria a inquinare: le mucche, con la loro flatulenza, inquinano tanto quanto le nuove megalopoli e, inquinatori, sono anche gli allevamenti di polli e di pesci; inquinanti, nel senso più ampio, sono anche le luminarie spropositate e le onde elettromagnetiche.

L’opinione pubblica si forma attraverso i media, sia si parli di clima sia di merendine senza olio di palma o della bibite ”free” di tutto…non per il prezzo.

È più immediato ( e seguito) il messaggio di Greta dei pistolotti degli scienziati, indipendenti, che ben sanno che i cambiamenti climatici sono un fatto naturale del Pianeta… senza ignorare, naturalmente, che l’uomo ha accelerato l’inevitabile. Il clima e i continenti si sono modificati per milioni di anni e sono in continua evoluzione, oggi i cambiamenti ci riguardano…e non ci piacciono!

Possiamo fare qualche cosa? Non molto, ma possiamo rallentare il surriscaldamento, non so fino a che punto, ma ci dobbiamo provare cambiando non solo il tipo d’automobile.

Molto probabilmente dovremmo sottostare a cambiamenti di abitudini così radicali che i seguaci di Greta, probabilmente, non saranno disposti ad affrontare… e i suoi sponsor, non vorranno neppure prendere in esame.

Anche se l’inevitabile e catastrofico botto di un vulcano può creare più problemi di tutto l’inquinamento prodotto dalla somma delle flotte aeree, non per questo si può continuare a soffocare il nostro habitat con rifiuti e pratiche produttive non sostenibili. Dobbiamo almeno provarci a moderare il riscaldamento per salvaguardare quella piccola fascia protettiva che permette alla Terra d’essere abitabile.

Dobbiamo sperare che ci sia dato il tempo per creare sul Pianeta un sistema di vita totalmente diverso da quello attuale: senza, per ora, pensare di convivere con ombrelli protettivi o a stare in città sul fondo dei mari, dovremmo sicuramente vietare ogni spinta consumistica e ridurre ogni forma di “consumo” dei territori e dei mari.

La guerra alle cannucce è insignificante, ma è una pur sempre utile strategia, come il sacrosanto riciclo della plastica e tante altre soluzioni simili, la cui somma sarà, però, solo un palliativo contro gli sconvolgimenti NATURALI che ci attendono: lo scioglimento dei ghiacci è inarrestabile, MA LO SI PUO’ RITARDARE.

Vi prego di non pensare:  “da qualche parte occorre incominciare” o passerà il concetto che il cancro si può curare con l’erba medica…e ci laveremo le coscienze eliminando i sacchetti di plastica…salvando qualche delfino, ma non l’Umanità.

Greta dovrebbe andare a predicare in India e in Cina, paesi responsabili del maggior inquinamento, dovrebbe raccontare a tutti i paesi in via di sviluppo di limitare la loro crescita, mentre ai paesi “ricchi” dovrebbe intimare di non saccheggiare intere aree del Pianeta, rinunciando al proprio tenore di vita….forse la Cina e l’India, come gli altri paesi, non sono così disponibili a seguire queste drastiche cure…meglio impegnarsi nel riciclo della plastica e dei cervelli, sostenendo qualche manifestazione di studenti.

Qualcuno dovrebbe dire a Greta che si è fatto molto, nel mondo occidentale, per combattere l’inquinamento e che il riciclaggio della plastica non è cominciato con l’inizio dei suoi discorsi; d’altro canto, qualcuno dovrebbe informare la ragazzina che gli Accordi di Parigi, sui cambiamenti climatici, concedono ancora per molti anni l’utilizzo delle centrali a carbone, che sono tra le maggiori fonti di emissioni dannose e che la Nigeria, ma non sola, continua a bruciare inutilmente milioni di tonnellate di gas nelle torri di produzione del greggio….alla faccia del buco nell’ozono!!!!!!

La GLOBALIZZAZIONE ha puntato all’industrializzazione di aree “vergini” del Pianeta, portando un apparente benessere in cambio di uno sfruttamento intensivo di tutte le risorse…ecco la stupidità di enfatizzare la guerra alle cannucce di plastica, problema facilmente risolvibile, e al tempo stesso accettare la sfrenata e incontrollata globalizzazione…non illudetevi che una sana globalizzazione potrà essere controllata dalle multinazionali e che la fantasiosa finanza, che la sponsorizza, possa accettare un RADICALE cambiamento. 

I milioni di ragazzi che marciano con Greta sono disposti a rinunciare, giusto per fare un esempio, ai loro cellulari? (Il coltan è una preziosa lega di due minerali, la columbite e la tantalite, indispensabile per la moderna tecnologia, prima fra tutte quella degli smart phone)…i ragazzi dell’Estremo Oriente che si uniscono a Greta sono disposti a rinunciare al nuovo, relativo, benessere raggiunto? …Si potrebbe continuare nella serie di rinunce, ma in pratica, i ragazzi che non vanno a scuola per marciare con Greta, sanno che dovrebbero accettare la “decrescita felice”?

….CERTO CHE NON LO SANNO O NON CI PENSANO, mentre la propaganda industriale continua a spacciare polli allevati in batteria e cresciuti ad antibiotici come ruspanti ( tra qualche anno saremo assuefatti agli antibiotici e rischiamo di tornare al passato, dove si moriva di polmonite: rischiamo di sparire prima dei ghiacciai); mentre le multinazionali si sostituiscono agli Stati, mentre si continua ad esportare democrazia destabilizzando intere aree geografiche…..dunque, le cannucce sono il problema del mondo? I milioni di disoccupati che non sanno, oggi, come sbarcare il lunario, a quale futuro sono interessati???

RAGAZZI, VI INDICANO LA LUNA E VOI GUARDATE IL DITO. Sarebbe meglio studiare il problema anziché marciare facendo un favore a politici che hanno già preso “la palla al balzo” per nuove e pilotate campagne elettorali…basate sull’erba medica, per non scontentare i loro padroni.

I giovani sostengono che gli è stato rubato il futuro, VERO, ma non solo a loro: a tutti!…e non per colpa del cambiamento climatico.

ROMANO PISCIOTTI

 

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